La cascata nascosta a valle della sorgente dell’Acqua Rossa, Gallicano nel Lazio RM

La zona compresa tra l’estremo lembo orientale del comune di Roma (che si estende fino ai piedi di Tivoli e comprende il borgo medievale di San Vittorino), Gallicano nel Lazio, Poli e San Gregorio da Sassola è caratterizzata da una quantità impressionante di forre o gole di fiumi, per certi versi simili a quelle comprese tra Roma e Viterbo.

Come nell’alto e medio Lazio, nell’agro Tiburtino-Prenestino i fiumi e i torrenti spesso incontrano terreno tufaceo, che viene facilmente eroso, formando dei canyon, a tratti molto profondi, scavalcati da imponenti ponti-acquedotti di epoca romana.

Tra le molte forre della zona ce ne è una che merita una menzione particolare, perché presenta dei lunghi tratti particolarmente avventurosi e molto poco esplorati.

Si tratta della gola dell’Acqua Rossa, una forra eccezionale che inizia dalla cascata di Ponte Lupo, una cascata alta circa 50 metri, la più alta della provincia di Roma, e che, tra pareti di tufo a tratti molto alte, scende verso l’immenso ponte-acquedotto di Ponte Lupo.

La cascata di Ponte Lupo vista da monte… facendo una scomodissima camminata sul letto del fosso dalla via Polense
La gola di Ponte Lupo a monte di Ponte Lupo e verso la cascata in piena estate raggiunta facendo una lunga camminata nel letto del fosso dal Ponte della Selciatella…molto lungo e scomodo ma bellissimo!
Ponte Lupo
Da Ponte Lupo al Ponte della Selciatella

Circa 3-4 km a valle di Ponte Lupo, dopo il ponte romano della Selciatella e una bella, ma spesso secca, cascata a valle del ponte, si arriva alla Sorgente dell’Acqua Rossa, luogo relativamente conosciuto e frequentato, e reso facilmente accessibile da un sentiero molto ben segnalato.

E fino a qui abbiamo parlato del tratto già noto ai cercatori di “luoghi segreti”. Tuttavia la gola dell’Acqua Rossa nasconde ulteriori sorprese e queste si trovano nel tratto compreso tra la sorgente dell’Acqua Rossa e la via Zagarolese.

La scorsa estate, dopo aver letto un post di Luigi Plos (https://www.luigiplos.it/la-cascata-a-valle-delle-sorgenti-dellacqua-rossa/), il quale si era avventurato qualche centinaio di metri più a valle della sorgente, sono andato anche io alla scoperta di quel tratto di forra praticamente sconosciuto (immagino che Luigi Plos fosse stato l’unico a spingersi così a valle) e accessibile solo facendo l’acquatrekking.

Così, dopo aver percorso qualche centinaio di metri nel letto del fiume, in una gola molto stretta e circondata da pareti di tufo molto alte e precarie, con tratti molto sporgenti e che minacciano di crollare da un momento all’altro, sono giunto alla splendida cascata di cui parla il Plos, una cascata che si getta in una pozza alquanto profonda.

Ma già guardando le foto nell’articolo di Luigi Plos avevo intuito che più a valle ancora doveva esserci dell’altro.

Oltre la cascata di cui parla il Plos c’è infatti un lungo canyon con una profonda piscina naturale che può essere attraversata soltanto a nuoto!

La cascata menzionata nel post di Luigi Plos
La lunga piscina naturale a valle della cascata di cui parla Luigi Plos

La prima volta che andai a vedere la cascata di cui parla Luigi non mi avventurai in quel canyon e nemmeno la seconda…ma la terza volta mi ci tuffai letteralmente dentro!

Dopo aver percorso almeno una decina di metri letteralmente a nuoto, giunsi verso la parte finale di quel canyon, dove notai, immediatamente, che, ancora più a valle, c’era tutta una serie di altre cascatelle e pozze e uno strapiombo impressionante sullo sfondo!

Spinto dalla curiosità più estrema mi affrettai a giungere all’orlo dello strapiombo e vidi che, dall’orlo dell’ultima della serie di pozze a valle del canyon, partiva una cascata, alta almeno una decina di metri, che si gettava in un lago sottostante circondato da pareti a picco alte almeno 20 metri! E vidi sullo sfondo un ulteriore salto!

Pochi giorni dopo tornai in zona per cercare una maniera di scendere alla base della cascata.

Percorsi un paio di km lungo il campo che costeggia la sinistra orografica della forra, rimanendo impressionato dalla profondità della gola e dalla difficoltà di trovare un varco agevole per arrivare al letto del fiume.

Feci un ulteriore tentativo facendo l’acquatrekking dalla zona del Lago dei Cigni, lungo la via Zagarolese, ma, avendo poco tempo a disposizione, ed essendo il fosso molto stretto e ingombro di rovi e alberi caduti, rimandai la missione.

Nel frattempo conobbi Bruno, un signore sulla settantina, che si diletta ad andare per forre e che ama particolarmente la zona ad est di Roma, benché abiti a Roma nord.

Dato che Bruno aveva visto il mio video su YouTube, relativo alla grande cascata a valle della sorgente dell’Acqua Rossa, facemmo insieme un paio di tentativi dal lato di via Polense della forra, trovando un punto dal quale si poteva almeno vedere e fotografare la cascata di lato.

Condivisi l’informazione con il mio amico David Pelei, che ha un bellissimo canale YouTube, e che, avendo visto il mio video, aveva anche lui fatto dei sopralluoghi in zona alla ricerca di un modo di scendere alla base della cascata.

Un pomeriggio io e David ci recammo sull’affaccio che avevo trovato con Bruno, e David lanciò il suo drone (rischiando di perderlo tra i numerosi rami in bilico sullo strapiombo), riuscendo ad ottenere una veduta di come si presenta la cascata vista da una prospettiva frontale…e le immagini comunicavano in maniera inequivocabile che il luogo era particolarmente eccezionale e che meritava urgentemente un tentativo serio di arrivare alla base della cascata.

La cascata si può vedere dal pendio lato via di Colle Fattore…ma è alquanto rischioso
Il punto lungo il terreno agricolo che costeggia la forra dal lato di via di Colle Fattore dal quale si può arrivare sull’orlo del precipizio per vedere la cascata di fronte dall’alto
La cascata vista dal lato di via Polense (facendosi largo tra i rovi)
Foto dal drone di David Pelei

David Pelei non perse tempo e, approfittando di un giorno libero, riuscì a raggiungere la cascata dal basso e a fare un bellissimo reportage.

Io e Bruno ci studiammo il video di David, che mostrava in maniera particolareggiata (come fa sempre nei suoi video) un paio di criticità lungo il percorso, e, dopo pochi giorni, andammo anche noi (insieme ad altri due compagni) alla scoperta del tratto di gola a valle della cascata.

Il luogo è eccezionalmente bello e selvaggio, tra le cose migliori in assoluto che ci siano nel Lazio, ma si tratta di un posto particolarmente insidioso per almeno due motivi: grossi branchi di cinghiali non abituati alla presenza dell’uomo (dato che, a parte un certo Roberto Capotosti, nessun altro pare si sia introdotto in quel tratto di forra) si annidano nella stretta gola e altissime pareti di tufo incombono minacciose sulla forra rischiando di franare da un momento all’altro.

Allego a questo articolo i video relativi alle mie prime esplorazioni della zona a valle della sorgente dell’Acqua Rossa, delle riprese col drone di David Pelei, della missione di David che per primo ha raggiunto la base della cascata e delle mie esplorazioni successive a quella di David con tracce Wikiloc:

Le tracce Wikiloc sono: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/san-vittorino-118909719 e
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/grande-cascata-dellacqua-rossa-118910049

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